Sento dei passi.
Non è il calpestio leggero e allegro dei miei fratellini che accorrono per giocare con me. Sono passi pesanti che rimbombano lenti, inquietanti. Sempre più vicini.
Mi butto sull’erba, a pancia in giù.
Mi nascondo in un cespuglio.
Abbasso la testa.
Brevi racconti familiari, pensieri, frasi e parole in ricerca
di senso, fede e serenità.
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GIOCHI DA SPIAGGIA... IN FAMIGLIA
Il mare oggi è lucido e piatto, brilla come metallo liquido.
Il cielo è privo di nubi e gli ombrelloni sono colorati d’estate; una leggera brezza rilassa la pelle calda, abbronzata.
Potrebbe essere una bellissima giornata d’agosto, ma i miei figli hanno deciso di no.
Il cielo è privo di nubi e gli ombrelloni sono colorati d’estate; una leggera brezza rilassa la pelle calda, abbronzata.
Potrebbe essere una bellissima giornata d’agosto, ma i miei figli hanno deciso di no.
SERENI O FAMOSI?
"Papà guarda, la nostra foto è in quel libro. Allora siamo famosi!"
"Beh, spero proprio di no."
Semplicemente vivere,... è la missione prima della nostra vita...
PENSIERI, PAROLE E SILENZI
Ora anche il mio vivace folletto tace: dorme esausto appiccicato alla mamma. Io, invece, abbandonato al guanciale guardo: oltre la grande finestra mansardata, il profondo cielo notturno. E mi immergo pian piano in un tiepido bagno di silenzio.
Mi abbaglia fra radi cirri una quieta luna tonda. Si alza a braccetto con la luminosa stella Altair. Poco più in alto la costellazione del Cigno, distesa in volo sulla nostra galassia. Anche il cielo mi sembra muto. Dal silenzio nascono parole diverse, mi visitano discrete, quasi in punta di piedi...VALORI... IN ECONOMIA
"Non se ne parla nemmeno di comprarla".
"MA IO VOGLIO QUELLA MACCHINETTA!!!".
"Costa troppi soldi, e non puoi pretendere tutto quello che vedi".
Le proteste e i pianti continui di mio figlio, oggi, non mi danno tregua, trascinandomi fino all’esasperazione. Deve ancora capire il valore del denaro e i sacrifici fatti per guadagnarlo. Mi viene un’idea...
"MA IO VOGLIO QUELLA MACCHINETTA!!!".
"Costa troppi soldi, e non puoi pretendere tutto quello che vedi".
Le proteste e i pianti continui di mio figlio, oggi, non mi danno tregua, trascinandomi fino all’esasperazione. Deve ancora capire il valore del denaro e i sacrifici fatti per guadagnarlo. Mi viene un’idea...
QUESTIONE DI ELEGANZA
La vera eleganza non si compra in boutique, né si ordina su misura. Viene dal cuore e profuma di grazia, cortesia e discrezione.
Viene dalla bocca con linguaggio pulito, in parole attente e prudenti.
A volte è autoironica, a volte sa fare silenzio.
Adorna le orecchie che sanno ascoltare pazienti.
Si riconosce negli occhi, chiari specchi dell’anima...[continua]
Viene dalla bocca con linguaggio pulito, in parole attente e prudenti.
A volte è autoironica, a volte sa fare silenzio.
Adorna le orecchie che sanno ascoltare pazienti.
Si riconosce negli occhi, chiari specchi dell’anima...[continua]
Piccole scelte di felicità
Continua a leggere in Pensierini... in famiglia
QUANDO È IN GIOCO IL FUTURO
Mi saluta ogni volta con quel suo sorriso sincero e gentile che, come gradito contagio, passa di bocca in bocca mettendo buon umore. La conosco ormai da qualche anno. È poco più che ventenne, ma ha modi educati e atteggiamenti discreti che si direbbero di altri tempi. Sogna una bella famiglia e desidera una casa tutta sua. Vive con entusiasmo il presente immaginando il futuro. È innamorata e ricambiata.
Con la sua naturale attenzione di sempre, mi chiede come stanno i bambini. Rispondo volentieri e poi domando di lei.
I suoi occhi però si abbassano e si fanno lucidi, la voce inciampa nella gola: «Non ci vado più da quel medico. Mi ha detto cose troppo brutte. Mi ha parlato di una possibile malattia degenerativa senza nemmeno una diagnosi certa; di sintomi invalidanti senza il conforto di una cura definitiva.»
Anche i miei occhi si abbassano abbattuti da quelle poche parole. Fissano a terra il suo futuro e i suoi progetti che sembrano contrarsi, schiacciati da un’opprimente e buia angoscia, fino ad implodere in un miope presente a cui è stata tolta la possibilità di guardare lontano.
È questa la nostra unica vita, non ci è concesso il bis. Ce la giochiamo tutta qui, sperando in un po’ di fortuna. E, invece, una salute definitivamente compromessa può far crollare ogni nostra precaria speranza, il senso della vita e ogni lusinga di realizzante felicità.
Così, si guardano gli altri andare avanti nel cammino ordinario della loro vita, mentre si è avvolti da quel disperato dramma che ferma il tempo e falcia i sogni.
È possibile sorridere ancora pensando al futuro? È possibile trovare serenità in certe difficili condizioni di vita?
Con la sua naturale attenzione di sempre, mi chiede come stanno i bambini. Rispondo volentieri e poi domando di lei.
I suoi occhi però si abbassano e si fanno lucidi, la voce inciampa nella gola: «Non ci vado più da quel medico. Mi ha detto cose troppo brutte. Mi ha parlato di una possibile malattia degenerativa senza nemmeno una diagnosi certa; di sintomi invalidanti senza il conforto di una cura definitiva.»
Anche i miei occhi si abbassano abbattuti da quelle poche parole. Fissano a terra il suo futuro e i suoi progetti che sembrano contrarsi, schiacciati da un’opprimente e buia angoscia, fino ad implodere in un miope presente a cui è stata tolta la possibilità di guardare lontano.
È questa la nostra unica vita, non ci è concesso il bis. Ce la giochiamo tutta qui, sperando in un po’ di fortuna. E, invece, una salute definitivamente compromessa può far crollare ogni nostra precaria speranza, il senso della vita e ogni lusinga di realizzante felicità.
Così, si guardano gli altri andare avanti nel cammino ordinario della loro vita, mentre si è avvolti da quel disperato dramma che ferma il tempo e falcia i sogni.
È possibile sorridere ancora pensando al futuro? È possibile trovare serenità in certe difficili condizioni di vita?
E' QUESTO IL NOSTRO TEMPO - senso e vita
«Hai preso le felpe?» «Sì, però ho dimenticato il ciuccio.»
Scendo, risalgo. Partiamo.
«Mamma, mi scappa la pipì». Smontiamo tutti di nuovo.
Spostare la famiglia solo per fare quattro passi in città è un’impresa. Lo stesso per prepararci tutti al mattino, o andare a letto alla sera, quando le energie sono già esaurite da un pezzo. Senza parlare naturalmente dei momenti di malattia e difficoltà, vere maratone di lavoro e ansietà.
Affaticato, mi chiedo se questa è vita.
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