PREPARARE AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO - 2
(un meraviglioso appuntamento con Dio)

A qualcuno potrà sembrare strano o esagerato, ma sin dall’inizio del nostro fidanzamento, io e mia moglie abbiamo avuto l’intenso desiderio di consolidare il nostro legame attraverso il sigillo di Dio. Insieme, uniti per l’eternità, quasi nel timore che, a causa della precarietà della vita, ciò non potesse avvenire. Eravamo determinati ad essere sposi in modo irrevocabile, davanti a colui che solo può garantire l’unione per sempre, perfino in Paradiso.
Gesù, in qualche modo, faceva parte della nostra vita. Era presente nei nostri pensieri e ideali giovanili, nelle nostre brevi e comuni preghiere. È stato l’ospite d’onore al nostro matrimonio, l’invitato speciale in prima fila.

Volevamo essere certi di avere al nostro fianco la sua rassicurante presenza.
Il sacramento del matrimonio, oggi, non sembra essere più quel grande sogno spirituale che lega, donando libertà nell’amore sponsale; che infonde la grazia di Dio, nell’emozionante futuro di una nuova ed eterna famiglia. E allora, noi cristiani, dobbiamo annunciarlo di nuovo, testimoniarlo apertamente. Se ne siamo convinti, perché non gridarlo a tutti?
Rivedere i contenuti, approfondire ancora di più il significato del sacramento del matrimonio, per trasmettere ancora meglio ciò che avviene in quel giorno nuziale, sarà l’obiettivo prioritario nel nostro percorso formativo ai fidanzati del prossimo anno. Me lo sto già prendendo come impegno, e sicuramente da noi ci saranno delle novità, a partire dai segni di quel rito che tocca la vita intera.
Mettersi in discussione è la stretta via per maturare, per proseguire al passo coi tempi ed essere utili agli altri. Confrontarsi, imparare nuovi modi e nuovi contenuti, per migliorare insieme come chiesa, chiedendo aiuto se necessario. Ecco l’atteggiamento che tutti noi accompagnatori dovremmo assumere con intelligente umiltà, per rinnovare e far crescere la chiesa dall’interno.
Non è mia intenzione, in queste poche righe, approfondire il significato del sacramento del matrimonio. Sarei comunque incompleto e carente, e altri testi lo farebbero meglio di me. Preferisco aggiungere a quanto già detto qualche mia preoccupazione sulla tentazione di trasmettere tali contenuti attraverso un noioso e freddo catechismo fatto di dogmi e di nozioni, pesante e difficile da digerire, rifiutato, nel timido silenzio, anche dai più devoti e rassegnati fedeli.
Indicare le verità di fede è indispensabile, necessario, e non basta. Altrimenti sarebbe sufficiente – e molto più facile – far leggere ai fidanzati un buon libro sul sacramento del matrimonio, completo in tutte le sue informazioni.
Chi è lontano dalla chiesa deve trovare in noi un Dio vicino nel quotidiano. Non perdiamo questa occasione, non allontaniamoli di nuovo.
“L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri o, se ascolta i maestri, lo fa perché sono testimoni”, dichiarò Paolo VI. Eppure continuiamo, qualche volta (io compreso), a fare soltanto i maestri, forse perché è più facile o forse perché abbiamo la ragionata vanità che dal nostro sapere possa dipendere il benessere altrui.
Il sacramento del matrimonio è un meraviglioso appuntamento con Dio, che va spiegato con chiarezza, semplicità e passione. I veri cristiani non sono certo gente complicata e noiosa. Sanno proporre i grandi ideali e il mistero di Dio con un linguaggio familiare, diretto ed immediato (basti pensare al dono delle lingue dello Spirito Santo), senza troppi luoghi comuni, giri di parole e complicati concetti, proprio come Gesù ha rivoluzionato il suo tempo nella semplicità dell’unico comandamento dell’amore.
Per una nuova evangelizzazione, io credo sia venuto il tempo anche di fare qualche piccolo e prudente passo oltre il bordo delle nostre abitudini e tradizioni, per far gustare la freschezza della nostra chiesa in un mondo profondamente cambiato e in veloce evoluzione.
Rivedo le coppie di fidanzati appena incontrate, piene di attese e di gioia per l’amore trovato. Ripenso ora ad un marito gravemente ammalato e a sua moglie al capezzale. Ricordo una giovane mamma e un papà, che da poco stanno vivendo l’insostenibile lutto del loro figlio. A queste coppie poco importa dei nostri saccenti consigli e precise definizioni teologiche, hanno il desiderio e il bisogno di un Dio vicino alla loro famiglia, autentico e quotidiano. E' sempre necessario costruire relazioni vere e sincere per proporre e trasmettere qualsiasi contenuto.
Tante coppie e famiglie del nostro tempo cercano e quasi pretendono la verità, ma non certo infiocchettata e preconfezionata. La vogliono scoprire loro, anche se guidate da qualcuno.
Il nostro compito di accompagnatori sarà quello di accendere un piccolo lume nel loro cuore, fatto di amore, di testimonianza e di Parola, e con quella piccola luce potranno scoprire la grandezza e la forza del sacramento che li unisce, e vivere così una straordinaria avventura nel coinvolgente cammino che conduce a Dio.

(vedi anche il post Preparare al matrimonio cristiano)

3 commenti:

  1. In estrema sintesi questi dovrebbero essere i momenti significativi del rito.

    - Riti d'ingresso - accoglienza degli sposi
    Rinnovo del battesimo: come Cristo nel battesimo unisce i cristiani nella chiesa, così gli sposi sono uniti (una carne sola) nel sacramento del matrimonio attraverso lo Spirito Santo.
    I 2 fidanzati acquisiscono una nuova identità: coppia e famiglia diventano immagine viva della chiesa e sono simbolo dell'unione sponsale di Dio con la sua chiesa, partecipano alla fecondità della chiesa stessa.
    Hanno ora una nuova missione: attraverso il loro amore, gli sposi portano il Dio-Amore nel mondo. Diventano strumenti nelle mani di Dio, accogliendo e trasmettendo il dono della salvezza che viene da Cristo.

    - Liturgia della Parola: letture bibliche, da scegliere possibilmente assieme agli sposi, in cui traspare l'importanza del matrimonio cristiano nella storia della salvezza e la sua missione.
    - Consenso degli sposi: l'atto d'impegno e volontà dei due. Ogni singola parola della formula classica ha un significato profondo che racchiude e coinvolge la vita intera e la fede della coppia (da analizzare e meditare).
    - Benedizione e consegna degli anelli: segni visibili dell'amore fedele e irrevocabile in Dio.
    - Benedizione nuziale:il sacerdote, rivolto verso gli sposi, invoca sopra di loro la benedizione del Signore. Nel sacramento del matrimonio, gli sposi stessi, sono i ministri della Grazia che si effonde su di loro come dono e presenza di Dio nella loro vita familiare.
    - Comunione eucaristica: il corpo di Cristo è anche il "carburante" dell'amore sponsale, unione profonda con Dio e con il prossimo.

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  2. Complimenti Daniele, hai centrato il bersaglio. Come ci testimonia S.Francesco la fede è fatta di un amore semplice, l'amore sicuro e senza complicazioni che un bambino ha nei confronti della propria madre. Un amore che deve essere il perno di ogni matrimonio. Nel matrimonio Cristiano abbiamo la certezza che quell'amore viene da Dio e quando, nel rito, promettiamo alla nostra sposa amore e fedeltà, in quel momento lo stiamo promettendo anche a Dio.
    Ci sposiamo anche con Lui.
    Se capiamo questo forse riusciamo a guardare al rito del nostro matrimonio con occhi diversi. La promessa non è "solo" davanti a Dio, ma è anche a Dio... nella buona o nella cattiva sorte. Questa promessa accompagnerà la coppia e Dio si farà concreto nella loro nuova famiglia.
    Se i fidanzati riescono a capire così profondamente il senso del rito che vanno a vivere, i corsi di preparazione al matrimonio cristiano avranno raggiunto il loro obbiettivo principale (secondo me). mauro

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  3. Annamaria e Antoniogiovedì, 28 giugno, 2012

    Viviamo l’esperienza di accompagnare le coppie di fidanzati al matrimonio.
    Esserci trovati a riflettere sul suo significato e sulla centralità di Cristo nel sacramento, e quindi nella preparazione che lo precede, ha significato per noi entrare nella nostra vita più profonda e cogliere ciò che è l’essenza di un servizio: la nostra fede.
    Abbiamo parlato di accoglienza.
    È sicuramente di fondamentale importanza un’accoglienza libera da ogni pregiudizio, che rispetti il punto e la situazione in cui ognuno si trova, e di un accompagnamento graduale e progressivo che sappia leggere la realtà attuale; tuttavia, crediamo che ogni corso o percorso formativo sociale, abbia a cuore tutto ciò.
    Che cosa stiamo “facendo” di più noi? Che cosa possiamo trasmettere noi coppie di sposi che accompagniamo per un pezzo di strada i fidanzati che si preparano al matrimonio sacramento?
    Nell’ultimo incontro, don Sandro ha parlato di fede di coppia.
    Crediamo che questo sia davvero un punto nodale per ciò che siamo chiamati a compiere. Se ci pensiamo bene, il compito che ci è stato affidato è talmente grande e importante, che non può essere gestito da noi. Come possiamo pensare che qualche tema ben sviluppato possa preparare i fidanzati al matrimonio? Può sicuramente essere un buon punto di partenza, ma non è sufficiente per un “per sempre”. Possiamo cercare le parole più adatte per aiutarli a comprendere la presenza di Gesù Cristo nella relazione; possiamo tentare anche un discorso impegnativo come “Cristo sposo della Chiesa sposa”, ma ciò che probabilmente passerà non sarà una consapevolezza o un’esperienza.
    Forse la risposta va cercata nella nostra motivazione a questo servizio; perché dedichiamo il nostro tempo, il nostro impegno ai fidanzati? Che cosa vogliamo comunicare?
    Come possiamo comunicare la presenza di Gesù Cristo nella nostra relazione, se non con la certezza che lui c’è veramente? Qualsiasi contenuto non è altro che un semplice concetto se non è “vita”.
    Ci siamo soffermati spesso a riflettere sulle nostre motivazioni per questo impegno; l’unica che ha un senso, è la fede a una chiamata, che è anche la missione di custodire, rivelare e comunicare il nostro amore. Se è così, ciò che possiamo trasmettere per far conoscere Gesù Cristo nella nostra relazione, è proprio la nostra fede di coppia.
    Sicuramente è una fede in cammino, e il percorso che facciamo con loro ne è una parte.
    Noi, Antonio e io, abbiamo bisogno di coltivare la nostra fede di coppia. Abbiamo bisogno di incontrare il Signore nella preghiera insieme. Abbiamo bisogno di fermarci alla Sua presenza insieme. Abbiamo bisogno anche di parlare di lui alle coppie di fidanzati e alle coppie di sposi che accompagniamo da qualche anno. Sentiamo il bisogno di una guida spirituale, e sono preziose anche le occasioni d’incontro e confronto che ci vengono offerte dalla diocesi.
    Per capire quali sono i bisogni degli altri, dobbiamo avere quegli stessi bisogni. Ciò che è bello e buono deve essere trasmesso. Non dobbiamo avere paura di dire troppo se diciamo ciò che è vita buona per noi.
    Ci siamo accorti che quando promettiamo le nostre preghiere, le persone ci ringraziano con il cuore. Tutti abbiamo bisogno di Dio.
    La formazione più preziosa è essere accompagnati in un cammino di fede. Questo lo diciamo per noi e lo proponiamo a tutte le coppie che accompagnano i fidanzati al matrimonio sacramento.

    Ci sono care queste parole di Madre Teresa, che vogliamo condividere:

    Frutto del silenzio è la preghiera;
    frutto della preghiera è una profonda vita di fede;
    frutto della fede è l’amore;
    frutto dell’amore è il servizio;
    frutto del servizio è la pace.

    Grazie per questa proposta. È stata una grande occasione di condivisione e crescita per noi.
    Annamaria e Antonio

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