Saluto al mio parroco. Un cambio sofferto.

Un sorriso rassicurante, una sobria allegria, una fede certa, direi quasi naturale. Socievole e ben disposto all’amicizia: a quella autentica, sincera.
È stata questa la mia prima impressione di don Florido, tanti anni fa, al suo ingresso in Vedelago come parroco. Veniva da altre ferventi parrocchie,
da forti esperienze, fatte di giovani, di campi, di scout, di nuovi stili, attività e tanti ideali.
Carico di valori e aspirazioni, qui, ha trovato pane per i suoi denti e lo ha farcito di fede, impegno e volontà.
Senza un attimo di sosta si è messo a operare, instancabile, rientrando a notte fonda nelle tante serate di formazione, programmazione, celebrazione, varie riunioni, per poi continuare a letto, finalmente disteso, nella sua preghiera "orizzontale" (come la chiama lui); alzandosi poi sempre di primo mattino per l’abituale preghiera di ringraziamento (un dolce ristoro psico-fisico, assicura).
Un pane che ha saputo spezzare sull’altare e donare con il cuore, attraverso tutte le sue energie, per tutti noi e per quel Dio a cui ha dedicato la sua intera esistenza.
"Pace e bene. Perché ti conviene" è il suo abituale saluto, accompagnato da un simpatico gioco di mani. Una rima semplice e tuttavia profonda, che mi si è svelata lentamente, nel corso del tempo. Non solo un augurio, ma una promessa. Un’idea concreta e un programma per la nostra parrocchia e la nostra gente. Tutto il suo lavoro e la sua testimonianza ruotano intorno a questi due grandi ideali. Portare pace fraterna nella mitezza e cordialità, nella mediazione e nell’ascolto. Portare pace nel cuore, attraverso il sacramento della Riconciliazione, la Parola e le sue parole, soprattutto in confessionale. Promuovere il bene in diverse forme, coinvolgendo giovani, famiglie, anziani, religiosi e laici. Portare Dio Amore attraverso gesti d’amore, benedicendo, visitando i sofferenti, amministrando i sacramenti cristiani con passione, nel quotidiano della vita e in tante situazioni di dolore.
Un Feltrin, parroco, ha condotto la nostra parrocchia a cavallo tra l’800 e il ‘900 e un altro Feltrin ci ha traghettati da un millennio all’altro, indicandoci la via in questa complessa epoca di secolarizzazione.
Grazie don Florido per il tuo lavoro svolto con zelo, per l’affetto ricevuto e per tutte le tue preghiere. Ormai per sempre, prete e padre di Vedelago, resterai legato a noi dal dolce filo dei sentimenti. Perché, non è certo un caso che proprio alcuni dei nostri più validi sacerdoti (come don Umberto Miglioranza, don Claudio Zuanon, don Florido Feltrin), con una particolare predisposizione e sensibilità, dopo aver operato anche a Vedelago, siano stati chiamati a servire e a confortare gli ultimi, i malati e gli anziani, in ospedale o in casa di riposo, dove l’atto religioso diventa gesto di affetto e la presenza di Dio una vera consolazione del cuore.
Ora Gesù e Maria hanno bisogno di don Florido in altre strade, in una città diversa. È quel pane che si spezza ancora in un sacrificio di obbedienza e di dono, nel periodo più difficile della vita, quando la stanchezza si fa sentire e le forze diminuiscono. Ma la grande forza di questo piccolo uomo è sempre stata quella di fidarsi e abbandonarsi completamente a Cristo.
E così, proprio nel sacrificio la Grazia purifica il cuore, nella fragilità del corpo il Cielo manifesta la sua potenza, nella docilità umana Dio rende più solido il suo Regno e lo consegna ai suoi figli più fedeli.

Credo che il modo migliore per dirti ciao, don Florido, sia con uno dei tuoi speciali saluti:
"Pace e bene, perché Dio ci vuole sempre bene".

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